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Processo Anaerobico
BioGAS da Processo Anaerobico
Energia Elettrica e Termica da BioGAS
BioMETANO da FORSU
Processo aerobico
Processo Aerobico e Fertilizzante Organico

.: Impianto di trattamento rifiuti a matrice organica

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L'impianto di Montello S.p.A. riceve e tratta 600.000 ton/anno di rifiuti a matrice organica, ivi inclusa la frazione organica dei rifiuti solidi urbani  da raccolta differenziata (FORSU).

La soluzione impiantistica adottata prevede una prima fase di pretrattamento del rifiuto seguita da digestione anaerobica (finalizzata alla produzione di biogas utilizzato per la generazione di energia elettrica e termica), e una successiva fase di compostaggio aerobico del fango proveniente dalla disidratazione del digestato, finalizzata alla produzione di fertilizzante organico di qualità.

La Montello ha iniziato sin dagli anni '90 a trattare rifiuti a matrice organica con l'obiettivo, in un primo tempo, di ottenere una semplice "igienizzazione stabilizzazione" finalizzata allo smaltimento in discarica e poi, nel 1997, ha realizzato un trattamento di compostaggio aerobico per la produzione di "ammendante compostato misto".

La connotazione spiccatamente industriale della Montello, la potenzialità delle sue dotazioni impiantistiche e infrastrutturali, la ricerca continua di innovazioni tecnologiche e la disponibilità alla sperimentazione hanno indotto l'Azienda a realizzare, negli anni, continui adeguamenti e migliorie degli impianti secondo una logica che supera l'orizzonte dei "servizi ambientali" di scala locale.

L'esperienza vissuta nella gestione del processo di compostaggio totalmente aerobico ha permesso di individuare, come "fasi cruciali" della lavorazione, il pretrattamento della frazione organica del rifiuto (al fine di separare dalla stessa i materiali indesiderati - plastica, vetro, metalli, ecc. - prima della biotrasformazione), e lo stadio definito come "ACT" e cioè il periodo con la massima attività fermentativa.

I risultati ottenuti hanno portato l'Azienda a ricercare nuove tecnologie e, conseguemente, a realizzare un investimento che migliorasse sostanzialmente l'esistente processo di trattamento aerobico intensivo mediante l'introduzione delle fasi di pretrattamento e di digestione anaerobica del rifiuto organico. Il processo adottato è di tipo WET, in reattore continuo completamente miscelato senza ricircolo - CSTR Continuous Stirred Tank Reactor, con l'utilizzo del biogas prodotto dal processo di digestione anaerobica in gruppi di cogenerazione elettro-termica.

La digestione anaerobica, nota da tempo anche in Italia per la stabilizzazione dei fanghi biologici, risulta, al contrario di quanto avviene nel resto dell'Europa, poco diffusa nel trattamento dei rifiuti a matrice organica.

I vantaggi individuati nel trattamento anaerobico investono molteplici aspetti di cui i principali possono essere così riassunti:
  • Fabbisogno energetico: il fabbisogno energetico diminuisce passando dal trattamento aerobico a quello anaerobico, anzi, come è noto, il trattamento anaerobico è viceversa fonte di energia positiva;
  • Campo di applicazione: vasto campo di applicazione (non vi sono problemi legati alla presenza di materiali indesiderati o all'eccessiva umidità);
  • Flessibilità: lo stesso impianto può trattare diversi tipi di scarti organici;
  • Automazione: il funzionamento dell'impianto è completamente automatico, inclusa la separazione dei materiali indesiderati, alla digestione anaerobica e al compostaggio (non è richiesta selezione manuale);
  • Energia: massimo recupero di energia sia elettrica che termica, grazie all'alto rendimento del processo multifasico;
  • Emissioni di CO2: il materiale organico è convertito in energia, contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO2 e quindi alla riduzione dell'effetto serra;
  • L'impianto contribuisce ad una riduzione di emissioni in termini di 180.000 tonnellate/anno di CO2.
  • Impatto ambientale: assolutamente contenuto. Il processo avviene all'interno di capannoni mantenuti in depressione,  serbatoi e tubazioni ermeticamente chiusi, eliminando eventuali emissioni di odori all'esterno e all'interno dell'impianto e mantenendo condizioni ottimali nell'ambiente di lavoro. L'utilizzo di biofiltri per trattare l'aria esausta dell'impianto consente di abbattere totalmente le emissioni in atmosfera.